Ho un background da designer. Mi sono formato al I liceo artistico di Roma, diplomato all’ISIA di Roma in Disegno Industriale
e ho proseguito la mia ricerca alla Design Academy Eindhoven,
con il Master in Conceptual Design in Context.
Il mio percorso attraversa il design, l’experience design e l’accessibilità digitale, fino a una pratica artistica personale che indaga
il rapporto tra oggetti quotidiani, linguaggio e sistemi culturali.
Negli anni ho sviluppato progetti e lavori che assumono principalmente la forma di kit, dispositivi narrativi e interventi visivi in cui sintesi, ironia, critica e cura convivono.
Oggi il mio lavoro si muove in modo ibrido e trasversale
tra progettazione e arti visive. Vivo e lavoro a Roma.
e ho proseguito la mia ricerca alla Design Academy Eindhoven,
con il Master in Conceptual Design in Context.
Il mio percorso attraversa il design, l’experience design e l’accessibilità digitale, fino a una pratica artistica personale che indaga
il rapporto tra oggetti quotidiani, linguaggio e sistemi culturali.
Negli anni ho sviluppato progetti e lavori che assumono principalmente la forma di kit, dispositivi narrativi e interventi visivi in cui sintesi, ironia, critica e cura convivono.
Oggi il mio lavoro si muove in modo ibrido e trasversale
tra progettazione e arti visive. Vivo e lavoro a Roma.
Ricerca Aritistica:
Il mio lavoro nasce da un’osservazione attenta della vita quotidiana:
dei gesti delle persone comuni, delle loro paure, credenze, ricordi e piccoli rituali.
Mi interessa indagare il rapporto ambiguo tra razionalità e bisogno di protezione psicologica, tra pensiero logico e mondo simbolico, tra realtà , immaginazione e spiritualità.
Attraverso oggetti, kit e dispositivi narrativi, esploro il modo in cui la cultura influenza la nostra psiche e il nostro modo di affrontare le difficoltà quotidiane. I miei lavori prendono forma a partire dal bisogno umano di affidarsi a credenze a oggetti “salvifici” o a soluzioni semplici per sentirsi più stabili e protetti.
Trasformo situazioni ordinarie in esperienze leggermente extra-ordinarie,
spostando il punto di vista senza mai allontanarmi dal reale.
Il linguaggio che utilizzo è sintetico, organizzato, spesso ironico,
e mette in luce i paradossi della contemporaneità.
Non propongo risposte definitive, ma tentativi piccoli strumenti immaginativi che offrono certezze temporanee aprono domande più grandi e invitano l’osservatore a guardare ciò che conosce da una distanza diversa.
Il mio lavoro nasce da un’osservazione attenta della vita quotidiana:
dei gesti delle persone comuni, delle loro paure, credenze, ricordi e piccoli rituali.
Mi interessa indagare il rapporto ambiguo tra razionalità e bisogno di protezione psicologica, tra pensiero logico e mondo simbolico, tra realtà , immaginazione e spiritualità.
Attraverso oggetti, kit e dispositivi narrativi, esploro il modo in cui la cultura influenza la nostra psiche e il nostro modo di affrontare le difficoltà quotidiane. I miei lavori prendono forma a partire dal bisogno umano di affidarsi a credenze a oggetti “salvifici” o a soluzioni semplici per sentirsi più stabili e protetti.
Trasformo situazioni ordinarie in esperienze leggermente extra-ordinarie,
spostando il punto di vista senza mai allontanarmi dal reale.
Il linguaggio che utilizzo è sintetico, organizzato, spesso ironico,
e mette in luce i paradossi della contemporaneità.
Non propongo risposte definitive, ma tentativi piccoli strumenti immaginativi che offrono certezze temporanee aprono domande più grandi e invitano l’osservatore a guardare ciò che conosce da una distanza diversa.
